Donati respiratori e materiale di protezione a Carate Brianza e Cremona
Un segno concreto di vicinanza e sostegno a territori e comunità che stanno soffrendo, senza dimenticare l’Africa.
Un segno concreto di vicinanza e sostegno a territori e comunità che stanno soffrendo, senza dimenticare l’Africa.
L’emergenza coronavirus non ferma i volontari di Medici con l’Africa Cuamm – Bari nei “ghetti” della regione, dove il progetto SU.PR.EME rafforza assistenza e vicinanza alle persone più fragili.
“Vedo le infermiere arrivare, magari giovani mamme, preoccupate, destinate ai reparti con pazienti positivi al Covid-19: vedendole lavorare, entrare e uscire dalle stanze, correre, non posso che ammirarle. Si vede che hanno paura, però entrano”.
Anna Maria Cristiani, ostetrica Cuamm racconta la sua esperienza all'Ospedale Pediatrico di Bangui.
Con l’accesso alle basi di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite, garantita una maggiore velocità nel rispondere alle emergenze in Africa.
Un segno concreto di vicinanza a territori e comunità che stanno soffrendo, senza dimenticare l’Africa. Dopo Schiavonia, anche gli ospedali di Carate-Brianza (Mi), Cremona e Parma riceveranno nei prossimi giorni il supporto del Cuamm.
L’epidemia di Covid-19 ha dimostrato che siamo tutti legati da uno stesso destino. Medici con l'Africa Cuamm si è attivata per sostenere alcune strutture sanitarie in Italia, e al tempo stesso contrastare ed affrontare la diffusione del virus in Africa, dove potrebbe avere effetti devastanti.
In Uganda ci sono 56 letti di terapia intensiva, per tutto il Paese, mentre i casi di pazienti positivi al Coronavirus sono al momento 44. Non tutti hanno bisogno di cure intensive, ma l’eventuale diffusione del virus è un rischio troppo alto da correre per la salute della popolazione che deve fare i conti con un sistema sanitario già molto fragile.
In Sierra Leone ancora non ci sono casi confermati di coronavirus, ma l’allerta è alta, l’arrivo del virus è dato per certo e la gente ha paura. Tutti ricordano ancora troppo bene quel che è successo con Ebola, solo sei anni fa.